
Antica Fiera di Portomaggiore
"Perchè maestra la nostra scuola non ha un nome?"
Da questa semplice domanda, posta da un’alunna durante l’intervallo di un’uggiosissima giornata autunnale, ha avuto inizio tutto il percorso che ha condotto all’intitolazione della scuola elementare di Portomaggiore. Dopo una discussione collettiva e sentito il parere dei rappresentanti dell’Eco Comitato, si decise di affidare al mini-sindaco dei bambini e ai mini consiglieri il compito di portare questa istanza al Consiglio Comunale del giugno 2007. In quella sede l’Amministrazione suggerì l’iter da seguire. E arriviamo all’inizio dell’anno scolastico 2007/2008: le insegnanti delle quattro quinte del plesso di Portomaggiore inseriscono nella programmazione annuale la ricerca di un personaggio per l’intitolazione della scuola.
LE FASI DELLA RICERCA
La prima fase del lavoro vede impegnate le insegnanti, anche coadiuvate dal personale della biblioteca comunale di Portomaggiore, nella ricerca di personaggi che si siano distinti per il loro operato. La classe V B si dedica alla biografia di Don Umberto Pasini; la classe V C si concentra sull’opera del Dirigente Scolastico Primo Marinelli, le classi V A e V D - dopo aver preso in esame le vite di Domenico Forni, fondatore di un orfanotrofio, e di Vincenzo Bellini, illustre numismatico ( che però non paiono particolarmente adatti a rappresentare la scuola) approfondiscono la figura di Maria Montessori, pedagogista ed educatrice di fama mondiale. Quest’ultima ricerca si svolge nel periodo in cui va in onda "Una vita per i bambini", fiction televisiva dedicata a Maria Montessori e prodotta in occasione del centenario dell’apertura della prima "Casa dei Bambini", nel quartiere di S. Lorenzo a Roma. La seconda fase vede gli alunni impegnati nella ricerca di materiale riguardante il personaggio prescelto. Durante la terza fase tutte queste informazioni, a causa di un linguaggio poco comprensibile ai bambini, sono state analizzate e "tradotte", sono cioè diventate oggetto di discussioni collettive, per arrivare ad una sintesi finale, confluita in una relazione sul personaggio prescelto.
L’ITER BUROCRATICO E LE RAGIONI DELLA SCELTA
Dopo un esame ed una discussione sulle relazioni prodotte, il Collegio Docenti Unificato, in data 27 Marzo 2008, dopo aver votato: Primo Marinelli (voti 2), Don Umberto Pasini (voti 23), Maria Montessori (voti 47), ha proposto al Consiglio di Circolo che la scelta cadesse su Maria Montessori per l’alto valore del suo pensiero pedagogico, ancora attualissimo ed illuminante per chi ha la responsabilità di formare le giovani generazioni ad un atteggiamento di dialogo e di rispetto reciproco e per il suo modo di intendere l’educazione considerata "l’arma della pace in grado di sviluppare i valori morali e della persona…" Il Consiglio di Circolo, dopo le sedute del 28 aprile e del 26 Giugno, all’unanimità ha deliberato uniformemente a quanto emerso nel Collegio dei docenti, di proporre che la scuola Primaria di Portomaggiore sia intitolata a Maria Montessori, per le motivazioni sopra indicate. L’Ufficio Scolastico Provinciale, la Giunta Comunale e la Prefettura hanno accolto favorevolmente la proposta di intitolazione della Scuola Primaria di Portomaggiore al nome di Maria Montessori, pedagogista, medico e scienziata.
BREVI CENNI BIOGRAFICI
Maria Montessori nacque a Chiaravalle (Ancona) il 31 agosto 1870.Trascorse infanzia e giovinezza a Roma dove decise di intraprendere sudi scientifici per diventare ingegnere. Ma tale strada era preclusa alle donne. Le fu permesso di iscriversi alla facoltà di medicina e chirurgia dove si laureò nel 1896 con una tesi in psichiatria; fu la prima donna medico dopo l’unità d’Italia. Intorno al 1900 cominciò il lavoro di ricerca presso il manicomio romano di S.Maria della Pietà dove, tra gli adulti malati di mente, si trovavano bambini con difficoltà e turbe del comportamento. Erano rinchiusi e trattati alla pari degli altri, in stato di grave abbandono affettivo. Generosa ed energica, la Dottoressa Montessori decise di dedicarsi al loro recupero e ottenne, con l’aiuto di materiali adatti, risultati inaspettati. Con calore si battè per i loro diritti nei Congressi di quegli anni e al tempo stesso cominciò a studiare i bambini non affetti da disturbi.Il 6 gennaio 1907 aprì, nel poverissimo quartiere di S.Lorenzo, la prima "Casa dei Bambini" per i piccoli dai 3 ai 6 anni. Molti corsero a vedere questa meraviglia: bambini operosi e felici che non hanno bisogno di premi e di castighi per crescere! Da allora le Case dei Bambini si moltiplicarono ed ebbero subito un’enorme risonanza proprio per quello che rivelavano: mutamenti positivi nel comportamento individuale, insospettato rispetto per gli altri e per le cose. Cominciarono ad uscire i suoi libri: Il metodo della pedagogia scientifica (1909) e, dopo le prime esperienze con bambini da 6 a 10 anni, L’autoeducazione nella scuola elementare (1916) che ebbero un’ enorme diffusione in America e in Europa. Nel 1913 tenne in Umbria il primo corso per insegnanti. I suoi seguaci divennero ben presto internazionali e contribuirono a diffondere il lavoro, l’idea. Maria Montessori venne invitata in numerosi paesi, riconosciuta come colei che aveva "liberato il bambino": in America, come in Belgio, in Spagna come in Olanda…un po’ ovunque si aprirono scuole e corsi, si tradussero i suoi libri. Nel 1935 Hitler fa chiudere le Case dei Bambini e altrettanto decide Mussolini. Nel clima arroventato che precede la seconda guerra mondiale, Maria Montessori preferisce stabilirsi ad Amsterdam e di lì continua la sua azione quale ambasciatrice del bambino "maestro di pace", portatore di valori morali che possono essere trasmessi per mezzo dell’Educazione. Quando scoppia la guerra, Maria si trova in India, invitata a tenere il primo corso in Asia. Vi resterà fino alla fine del conflitto. E’ prigioniera degli Inglesi con suo figlio, ma le consentono di lavorare e di insegnare: verificherà ancora una volta che la realtà del bambino non conosce confini, nè differenze di razze. Frutto dell’esperienza indiana sono La formazione dell’uomo, La mente del bambino e altri scritti. A guerra conclusa, torna in Europa ed è accolta con onore ovunque. In Italia è ricevuta solennemente in Parlamento. Ma non era donna che amasse esteriorità delle cose. Anzi diceva con una punta di ironia: "Io vi indico il bambino, la sua ricchezza interiore e voi non la vedete. Preferite guardare il mio dito che lo indica, ammirarlo, dire che bello!". Arguta e semplice nei modi, era ben consapevole della portata rivoluzionaria della sua opera, instancabile nel diffondere, incontrare, insegnare con quel suo modo vivo e penetrante. La sua vita si concluse il 6 maggio 1952 a Noordwijk in Olanda, vicino al Mare del Nord.
CONCLUSIONI ( a cura delle classi V A e V D della Scuola elementare di Portomaggiore )
Molteplici sarebbero le motivazioni che si potrebbero elencare a supporto della tesi: MARIA MONTESSORI, donna e professionista dotata di un talento inconfutabile e di un’umanità indiscutibile, emblema della scuola elementare di Portomaggiore. Ma in questo contesto, gli alunni e le insegnanti delle classi VA e VD desiderano focalizzare l’attenzione su alcune ragioni che avvalorano e danno senso alle scelte educative effettuate dal Circolo Didattico in questi anni. Durante le ricerche sul personaggio prescelto, ci siamo imbattuti nella lettura di un libro "Educazione e Pace" che raccoglie il ciclo di conferenze che la grande pedagogista tenne nelle più importanti capitali europee tra il 1932 e il 1939, alla vigilia dello scoppio della seconda guerra mondiale. In alcuni passi di tale testo, che tra le altre cose ci sono sembrati attualissimi, vi abbiamo riscontrato un filo conduttore che lega le scelte educative che la nostra scuola da anni compie e il pensiero di Maria Montessori, la quale dice: " l’educazione consiste nel preparare uomini liberi e perciò tolleranti, che sappiano dare il loro consapevole apporto alla costituzione di una pacifica Comunità mondiale". Progetti come l’Eco-Comitato o il Mini Consiglio Comunale, solo per ricordarne alcuni, non hanno forse come obiettivo comune quello di formare cittadini con un alto senso civico e in grado di compiere scelte autonome? E in questa stessa direzione vanno i progetti d’integrazione degli alunni diversamente abili e di quelli stranieri; il concetto che la "diversità" sia opportunità di confronto e di crescita personale e collettiva, occasione indispensabile per la formazione dell’individuo, trova nelle azioni educative-didattiche quotidiane la sua piena realizzazione. A maggior ragione questa sua tesi diventa imperativa in un contesto multietnico che dà importanza all’Educazione alla convivenza civile e pacifica. Alla vigilia della seconda guerra mondiale, le parole di Maria Montessori appaiono ammonitrici e profetiche: "l’educazione assume oggi, nel particolare momento sociale che attraversiamo, un’importanza veramente illimitata. E questa accentuazione del suo valore pratico si può esprimere con una sola frase: l’educazione è l’arma della pace". E’ dunque sull’uomo, anzi sul bambino, che bisogna operare per potenziare l’educazione alla pace, intesa come sviluppo dei valori della persona e morali perchè solo in questo modo è possibile assicurare equilibrio al gran corpo vivente che è l’Universo. E mai come in questo momento, il pensiero della Montessori si rivela attuale ed illuminante per chi ha la responsabilità di formare le giovani generazioni ad un atteggiamento di dialogo e di rispetto reciproco. Queste sono le ragioni per cui desideriamo che il nome della nostra scuola sia conferito a Maria Montessori.
BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA CONSULTATA